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2. Januar 2016

«Simonetta Ferrante (1930). La memoria del visibile: segno, colore, ritmo e calligrafie»

Esposizione m.a.x.museo Chiasso, fino al 18.9.2016

La mostra che s’inserisce nel filone della «grafica contemporanea» è dedicata quest’anno a Simonetta Ferrante (1930), attiva nell’arco di un vasto periodo professionale e che ha saputo distinguersi per un particolare percorso costantemente volto alla ricerca della memoria del visibile.

La sua attività inizia con la formazione in graphic design, per poi spostarsi verso l’incisione, la pittura, il collage, i libri d’artista e quindi l’arte calligrafica. Tali ambiti disciplinari sono complementari e da intendersi quali fasi di un’unica poetica artistica diretta allo studio del segno, del colore, del ritmo e della scrittura.

Simonetta Ferrante nasce a Milano in una famiglia appassionata di arte e di grafica d’impresa; il nonno Attilio Calabi, cui è molto affezionata, è stato il primo direttore generale de La Rinascente. Dopo il Liceo artistico si diploma in pianoforte al Conservatorio G. Verdi di Milano e coltiva passioni artistiche e musicali.

Nei primi anni ’50 inizia il suo apprendistato di graphic designer presso Max Huber. Sarà Giovanni Pintori, che in quegli anni lavorava per l’Olivetti, a consigliarle di completare gli studi a Londra presso la Central School of Arts and Crafts (Scuola Centrale di Arti Applicate) dove nel 1958 otterrà il diploma di Graphic Design, Pittura e Disegno con il pittore Cecil Collinz. Rientrata nella Milano della fine degli anni Cinquanta conoscerà Lora Lamm, Serge Libiszewski e i principali esponenti del circolo internazionale di grafici, designer e fotografi presenti nella metropoli lombarda. All’inizio degli anni ’60 lavora dapprima con Bob Noorda, quindi con Bruno Munari alla Bompiani assistendolo nell’impaginazione di libri. La formazione ricevuta in Inghilterra le permette di distinguersi per la grande varietà e uso dei caratteri tipografici, raggiungendo una forte comunicativa senza stereotipi culturali, senza retorica e contraddistinguendosi per semplicità e spontaneità.

In seguito apre uno studio grafico in collaborazione con Giovanna Graf e poi con Carlo Pollastrini. A partire dal 1971 – e per circa 15 anni – si dedica intensamente all’attività professionale. È questo il periodo in cui Simonetta Ferrante elabora un’immagine coordinata che va dallo studio di marchi d’impresa alla modulistica alla comunicazione pubblicitaria. I suoi committenti sono, per citarne solo alcuni, i Supermercati Esselunga, Galgano, Fotorex, Elettrocarbonium, Rizzoli, DataControl.

Nel 1975 ritorna in Inghilterra intenzionata a svolgere degli approfondimenti con artisti quali Dennis Creffield, John Epstein e Bert Isaac. Si dedica appieno alla grafica artistica e nascono le sue produzioni più singolari: le incisioni, gli acquerelli, i collage, i monotipi e a seguire i libri d’artista. All’inizio degli anni Novanta si dedica allo studio della calligrafia e alle installazioni. Avvicinandosi alla conoscenza delle scienze orientali approfondisce diverse sperimentazioni, ma sempre nel solco della contemporaneità.

La mostra al m.a.x. museo presenta questo suo percorso artistico, esponendo incisioni con le matrici in rame, zinco e ottone, gli acquarelli, i monotipi, diversi collage, i singolari studi di calligrafie e inchiostri, pitture con tecniche e materiali diversi sempre nel segno dell’astrazione, libri d’artista, ma anche la sua attività di graphic designer con l’ideazione dei vari logo e marchi d’impresa, diverse pubblicità, manifesti, copertine e packaging.

La mostra, che con il suo catalogo viene a colmare un vuoto bibliografico, è realizzata grazie al prestito dell’archivio dell’artista e dell’Aiap-Associazione italiana design della comunicazione visiva, Milano.

max

Contatto:

http://www.centroculturalechiasso.ch/m_a_x_museo/simonetta-ferrante-1930-la-memoria-del-visibile-segno-colore-ritmo-e-calligrafie/

 

  • Beitrags Information
  • Author
  • Daniel Leutenegger
  • 2. Januar 2016
  • Museum, Ausstellung, Galerie

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