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"IVOR GEORGE SEXTON"

"IVOR GEORGE SEXTON"

17.05.2024 Esposizione MACT/CACT, Museo e Centro d'Arte Contemporanea Ticino, Bellinzona fino al 18 agosto 2024


Immagine: Ivor George Sexton (1959), "The Sorrows of Christ", 2024. Acrilico su cartone, firmato e datato, 50.5 x 40.5 cm. Collezione privata, Svizzera

Parallelamente alla mostra "J'ADORE LES FEMMES", il MACT/CACT omaggia l’artista britannico IVOR GEORGE SEXTON. Classe 1959, Sexton, in ambito artistico, inizia la sua carriera come illustratore, trasformando le sue capacità esecutive in prodotto artistico in seguito, trasformando le sue modalità espressive in pratica terapeutica. È dalla sua esperienza nel quadro di una convalescenza in ambito psichiatrico, che Sexton sviluppa, liberandoli, tutti i temi legati al proprio io e al suo vissuto esistenziale. La ritrattistica in particolare diviene lo strumento catartico e liberatorio, dentro cui si intrecciano vita reale e verità interiore, scambio analitico con l’altro, e dove egli – attraverso un percorso narrativo intimista – sviluppa le sue opere.

Dal punto di vista linguistico, l’artista usa gli stilemi della pittura anglo-sassone, la cui base di lavoro rimane l’approccio illustrativo, non senza toccare la tradizione dell’arte visiva inglese, con evidenti richiami alla Pop Art britannica. Contemporaneamente, Sexton, grazie all’uso di una simbolica diretta, si avvale di quei meccanismi prettamente rinascimentali di inserire nell’opera pittorica elementi altamente metaforici, dando alla sua narrazione quel morbido tocco, che libera l’immagine dalla sua costrizione formale.

Quasi esclusivamente esecutore di ritratti e nudi maschili, Sexton ribalta in maniera quasi fastidiosa il rapporto col mondo maschile, restituendogli quella soffice sensibilità, che spesso viene meno in epoca di recrudescenza machista. E, sempre nel segno del legame col passato, il suo approccio ancora una volta ricorda la sensibile morbidezza della ritrattistica virile di un Lotto o di un Bronzino, o – poco più tardi – di un Greco, così come di tanti altri operanti nel tempo della Rinascita.

In questo senso, la mostra che dedichiamo a Ivor George Sexton, bene si sposa con le riflessioni da ricercare nella mostra "J'ADORE LES FEMMES", ove i limiti tra maschile e femminile tentano di trascendere la mera sfera sessuale o di genere.

Tutte le opere provengono da una collezione privata svizzera e la mostra è aperta fino al 18 agosto 2024.

Mario Casanova

Contatto:

https://www.cacticino.net/

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